Quest’opera ha tre voci: una voce bassa, la seconda suonata con la mano sinistra e la prima suonata con la mano destra. Si chiama Cantus Firmus. Queste tre voci, insieme, creano una polifonia.
Normalmente una ninfomane è vista come una persona che non ne ha mai abbastanza e perciò scopa con molte persone. Certo, è vero, ma se devo essere sincera la vedo precisamente come la somma di tutte queste diverse esperienze sessuali.
Per cui, in un certo senso, ho un solo amante.
Dato che quell’opera ha tre voci mi limiterò a parlare di tre amanti. Il basso è semplice: si tratta di F.
Aveva una macchina rossa che aveva preso usata.
Dato che all’epoca frequentavo sette o otto uomini per notte, programmare gli appuntamenti era difficile e tutti dovevano avere delle precise intenzioni.
F. era un buon uomo: se doveva presentarsi alle dieci, arrivava sempre alle nove e restava nella sua auto parcheggiata. Ho sempre sorriso quando lo incontravo. Certe volte provavo pena per per lui e gli offrivo una tazza di caffè mentre finivo il rapporto con l’appuntamento precedente. È difficile capire perché ho deciso di parlarti di F., ma era un uomo rassicurante e sapeva esattamente ciò che volevo quando lo facevamo. Anzi, mi spingo oltre dicendo che c’era una sorta di telepatia tra noi. Senza parlare sapeva esattamente ciò che volevo, dove doveva toccarmi, cosa doveva fare. L’obbiettivo principale di F. era il mio orgasmo. Gli garantii dei privilegi che nessun altro ebbe mai. F. era la voce bassa: monotono, prevedibile con i suoi rituali, non lo metto in dubbio, ma anche quelle basi erano importanti nonostante in sé non significassero granché.
G. era diverso. Il solo per cui aspettavo e avrei voluto aspettare. Quando arrivava e gli aprivo la porta non entrava subito. Allo stesso modo di un gatto quando aspetta: nonostante la porta sia aperta ha tutto il tempo del mondo. Lui era molto più di un gatto; era una specie di giaguaro o leopardo. Si muoveva come loro e mi eccitava all’infinito. Era lui a comandare: ecco com’erano le cose.
Nonostante il mio successo nel gestire la complicata logistica del dover organizzare dieci rapporti sessuali giornalieri, avendo un lavoro a tempo pieno, ero comunque incline a una certa tristezza. Per cui, quando la mia vita mi concedeva una pausa, la usavo per passeggiare. Queste passeggiate diventarono una metafora della mia vita: monotona e senza scopo. Sì, come i movimenti di un animale in gabbia.
In pratica stiamo tutti aspettando il permesso di morire.
Jerôme era li perché aveva litigato con la moglie la quale arrabbiata fece a pezzi le fotografie dei loro viaggi.
“L’ingrediente segreto del sesso è l’amore”, ricordai.
La terza voce: l’ingrediente segreto. Cantus firmus.
- Nymphomaniac Vol. 1

hybrismeamorstua asked:

Se la tua vita fosse un film, che film ti rappresenterebbe meglio?

“La grande bellezza”, assolutamente.


Anonimo asked:

Ma te davvero a 22 anni ti fai mantenere dal papà? cercarti un lavoro per comprare la tua tanto amata macchina no, eh? Parli tanto di essere una donna / un'adulta e via dicendo ma finchè ti fai mantenere in tal modo, mi spiace, ma non lo sarai mai.

Continuo a rileggere la domanda/accusa perché mi chiedo come possa esistere qualcuno capace di scrivere una cavolata simile. In primo luogo ho ventuno anni. In secondo luogo, sì, mi faccio mantenere da mio padre. È un problema farsi mantenere dai propri genitori al giorno d’oggi? O dobbiamo essere tutti finti eroi ammirati e applauditi dai più solo perché non ci facciamo mantenere da mamma e papà (tutti ci faremmo mantenere dai propri genitori se ogni genitore ne avesse la possibilità)? In terzo luogo esiste quella gran bella cosa chiamata sarcasmo: cerca di stringerci amicizia. In quarto luogo non ho mai detto di essere adulta o matura. In quinto luogo l’essere donna/adulta non c’entra assolutamente niente con l’essere mantenuta dai propri genitori. Esistono tantissimi giovani che lavorano e si mantengono, ma non puoi immaginare quanto siano bambini. In quinto luogo anche nel caso che mio padre mi comprasse, utopicamente parlando, un Porsche da novanta mila euro, il tuo problema, esattamente, quale sarebbe? In sesto luogo esiste forse un Dio che ha definito ciò che rende o non rende immatura una persona? In settimo luogo, alla fine di tutto, qual è il tuo problema? Ognuno riceve un’educazione diversa. I miei genitori hanno saputo accontentare ogni mio desiderio e di questo li ringrazierò a vita. Devo fargliene una colpa? Questo mi rende immatura? Io non credo. Se poi sei in cerca di applausi facili utilizzando populismi e qualunquismi, beh, manda un’email a “Pomeriggio cinque” per partecipare come ospite. Ti posso assicurare che ad ogni stupidata che dirai riceverai molti consensi. Del resto la pochezza non può che essere esaltata dalla pochezza stessa. 

P.S: La foto è stata pubblicata su Facebook. Perché mi ritrovo il tuo commento qua e non sotto la foto in questione? A me papà manterrà anche, ma a te non hanno insegnato che bisognerebbe avere il coraggio delle proprie azioni e delle proprie parole.